25 Anno + 1

Ricordare vuol dire tante cose: nel nostro caso vuol dire ripensare ad una lunga strada iniziata in una scuola elementare e fatta giorno dopo giorno di piccoli passi. Forse non ce ne eravamo accorti ma quell’idea che avevamo dentro e che condividevamo nei corridoi della scuola, nel cortile o nelle riunioni era ben di più di quello che pensavamo allora perché ci ha portato dove non sapevamo: in tanti incontri con persone nuove, in tante esperienze dentro e fuori le nostre mura, nella soddisfazione di tante conoscenze, scoperte e progetti che ci hanno arricchito. Così è nato il Museo della Scuola, quasi un nostro figlio, luogo dove ognuno di noi ha messo una parte di sé e luogo di molti nel quale tutti si riconoscono. E per non perdere la memoria di questo lungo cammino abbiamo deciso di fissare in questo libretto le tappe salienti della vita del museo, frutto del lavoro volontario del suo direttivo. Desideriamo inoltre ricordare le persone che non sono più con noi e che ci hanno sostenuto via via nel corso del tempo perché, ai posteri, il loro impegno non vada dimenticato. Venticinque anni più uno sono tanti (passati in fretta) e a riguardarli ora li apprezziamo di più perché li abbiamo vissuti come sentivamo di essere, sempre convinti che lavorare nella scuola non sia mai una perdita di tempo perché per ogni fatica c’è il suo frutto. Buon anniversario Museo della Scuola!

Buon anniversario Museo della Scuola!

A cura di: la voce del museo: Lino Beber, Mariagrazia Corradi, Luciano Dellai, Maurizia Manto, Claudio Morelli, Antonio Morstabilini, Maria Ochner, Rosalba Pilato, Iole Piva, Giuseppina Pronesti, Lorenza Roat, Marta Scalfo.

Immagini: archivio fotografico Museo della Scuola, archivio fotografico Publistampa, foto fornite dalle famiglie dei sostenitori

Ringraziamenti: si ringraziano soci, collaboratori, amici, simpatizzanti e le famiglie dei sostenitori del museo.

Breve storia del Museo della Scuola di Pergine

23 febbraio 1998 – Mostra “Scuola e Storia”, Sala Maier, Pergine. Da sinistra: Guglielmo Valduga, Assessore PAT all’istruzione; Giovanni Mengon, Sovrintendente Scolastico Provinciale; Nino Forenza, Presidente Associazione Amici della Storia; Maurizia Manto, Presidente Museo della Scuola;
Marta Dalmaso, Assessore comunale all’istruzione

31 maggio 1997, manifesto della prima mostra nell’atrio della scuola elementare “don Lorenzo Milani”

Inaugurazione del Museo della Scuola il 24 novembre 2001 presso l’Istituto Marie Curie a Pergine Valsugana. Nella foto un particolare della prima aula scolastica allestita nel nostro museo

L’arredamento del vecchio museo presso l’Istituto Marie Curie

L’idea di creare un Museo della Scuola è nata tra le mura della scuola elementare “don Lorenzo Milani” di Pergine, in via Monte Cristallo, nel 1997. Erano gli anni delle grandi ristrutturazioni degli edifici scolastici della provincia di Trento a causa delle quali gli arredi scolastici e tanto materiale didattico già utilizzato veniva buttato nelle mmondizie. Anche la scuola stava cambiando velocemente perché si avvertiva fortemente il bisogno di buttare alle spalle una scuola autoritaria, classista e centralizzata in nome di un allargamento dell’istruzione a tutte le classi sociali con innalzamento dell’obbligo. Si cominciò così a raccogliere il materiale scartato e si diede avvio alla prima mostra nell’atrio della scuola. L’iniziativa suscitò una viva sorpresa sia tra gli insegnanti sia nella comunità. Questa cosa ci fece capire che bisognava andare avanti. Nacque l’associazione Museo della Scuola con il suo primo Statuto del 1997. Tra i fondatori di allora ci sono i nomi di Mariagrazia Corradi, Maurizia Manto e Claudio Morelli che, fino ad oggi, non hanno mai abbandonato il museo da loro fondato. C’erano anche Marzio Zampedri e Sonia Rigotti, entrambi insegnanti. Rosalba Pilato, già segretaria della scuola don Milani, si offrì come contabile assumendo un incarico impegnativo che era fondamentale per lo svolgimento dell’attività. I primi anni furono davvero difficili perché la trada da seguire non era chiara e fioccavano molte critiche. Parlare di un museo della scuola conduceva a chiedersi subito a che cosa servisse e intorno a noi non ne esistevano tanti altri perché in Italia c’era solo quello di Bolzano.

Ci definimmo pionieri perché così sentivamo di essere. Fu Renzo Anderle, sindaco di Pergine di allora e Diego oltrer, sindaco di Fierozzo a porsi come garanti presso l’istituzione pubblica del valore di questa iniziativa. Da allora il Comune di Pergine, pur nel cambiamento delle amministrazioni, è sempre stato al fianco delle iniziative museali, creando le condizioni perché il museo potesse crescere. Anche la Cassa Rurale di Pergine ha appoggiato ogni nostra iniziativa fin dall’inizio. In più siamo stati supportati dalla valida opera giornalistica di Fernando Valcanover e oberto

Gerola che con i loro articoli hanno contribuito in maniera determinante a far conoscere il nostro museo fuori Pergine. Nei 2001 ci fu il trasferimento presso l’Istituto di Istruzione Superiore Marie Curie. Un primo passo molto importante che segnò un salto di qualità. All’interno di questa grande scuola fu allestita una sala espositiva all’aspetto nuovo e singolare creata dall’architetto Lorenzo Oss Pegorar. Si installarono vetrine e scaffali adatti al tema e venne composta un’aula fatta di vecchi banchi, armadi e cattedra quali oggetti di arredamento recuperati all’ultimo minuto. Si progettaronole prime mostre precedute sempre da cerimonie di apertura cui era invitata la comunità. Nel frattempo Luciano Dellai, Iole Piva, MartaScalfo, Antonio Sartori e Daniela Fruet erano entrati a far parte del museo. Si poté pensare via via ad una apertura organizzata e regolare perché remunerata, garantita dalla presenza settimanale di Luciano Dellai che affidò al museo anche oggetti da lui raccolti, che andarono ad arricchire e completare la ricchezza del materiale. Si rimase al Curie per 13 anni ma ancora il museo lo conoscevano in pochi. Ad un certo punto e quasi improvvisamente la sede del Curie non fu più disponibile creando tra noi sgomento e paura di essere arrivati alla fine della nostra esperienza. Dove andare? Il problema sembrava irrisolvibile. Intervenne decisamente il Comune di Pergine che ci propose di sistemare un apposito spazio sotto il teatro comunale, ancora al grezzo. Con una intelligente opera di manutenzione corredata da un buon progetto di allestimento elaborato anche questa volta dall’architetto Lorenzo Oss Pegorar nacque l’attuale sala espositiva dove venne sistemata la collezione che nel frattempo era aumentata con le donazioni. Questo passaggio innestò nuova linfa vitale perché la nuova sede è davvero molto bella e accogliente e si trova in una posizione di facile accessibilità per i visitatori. Si aggiunsero al gruppo del direttivo Maria Ochner e Lino Beber. Da qui siamo partiti in un crescendo continuo di attività fino ad arrivare ai nostri giorni. Venne ad aiutarci l’indimenticabile Carla Eccher alla quale va la nostra gratitudine e il nostro ricordo. Entrarononel museo nuovi e preziosi volontari come Antonio Morstabilini, Giuseppina Pronesti, Lorenza Roat. Con la ricerca storica in campo pedagogico abbiamo affrontato vari argomenti confluiti in leggere pubblicazioni e poi abbiamo avviato i laboratori di scrittura con le scolaresche aprendo il museo a moltissime scuole della Valsugana, della valle dell’Adige, della Val dei Laghi, della val di Cembra, del Pinetano, della Vigolana ecc. Abbiamo accolto visitatori giovani e meno giovani provenienti da tutte le parti del mondo tenendo aperto il museo per uno o due giorni alla settimana. Abbiamo accolto donazioni da privati arricchendo la nostra collezione e abbiamo attivato almeno una iniziativa culturale ogni anno. Si è aperto un dialogo con la popolazione del territorio che partecipa numerosa ai nostri eventi. Nel 2014 abbiamo intitolato il museo a don Francesco Tecini, un parroco che operò a Pergine per ben 56 anni. Tecini fu il padre dell’istruzione popolare del territorio, convinto fautore del valore dell’educazione e dell’istruzione. È ancora celebre la sua omelia nella quale afferma che l’istruzione è il più fondamentale di tutti i beni dell’uomo. Tutte le scuole popolari del centro e dei paesi intorno a Pergine sono sorte per opera sua. Alla fine del Settecento, per la prima volta, ogni centro abitato della zona aveva la sua scuola. Non è dunque un caso che il Museo della Scuola sia nato a Pergine proprio in nome della sua lunga tradizione in campo educativo ma insieme a questo si è aggiunto un atto di coraggio, quasi insperabile, quello del Comune perginese che dopo tanti anni ha ripreso in mano i fili della sua storia.

L’Associazione Museo della Scuola “don Francesco Tecini”

Il gruppo del museo è un gruppo di volontari che lavora per passio-ne, composto attualmente da una decina di persone: Lino Beber, Mariagrazia Corradi, Luciano Dellai, Maurizia Manto, Claudio Morelli, Antonio Morstabilini, Maria Ochner, Rosalba Pilato, Iole Piva, Giuseppina Pronesti, Lorenza Roat, Marta Scalfo. Le riunioni si tengono nei locali del Museo della Scuola su convocazione. Nell’ultimo Statuto del 15 maggio 2018 si legge:

1. L’associazione è una istituzione a carattere autonomo, libero, apo-litico ed aconfessionale e non ha fini di lucro.
2. L’associazione si propone quale scopo principale:

a. Raccogliere, ordinare, ricercare ed esporre oggetti riguardan-ti il mondo della scuola, la sua storia, la cultura scolastica nel suo complesso e le arti della lettura, della scrittura e del far di conto
b. Conservare, restaurare e acquistare arredi e materiali utilizzati nell’ambito della scuola
c. Studiare e diffondere la storia della scuola a livello locale
e provinciale, in relazione alla storia della scuola in Italia e nel mondo
d. Approfondire ed analizzare temi e problemi che riguardano il mondo della scuola e l’educazione delle nuove generazioni.

3. In particolare, per il raggiungimento dei propri scopi l’associazione potrà:
a. Collaborare con istituzioni pubbliche o private come pure con singole persone interessate al mondo della scuola e alle relati-ve problematiche
b. Collaborare con le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado
c. Organizzare mostre tematiche
d. Organizzare incontri serali o pomeridiani su argomenti attinen-ti il mondo della scuola e dell’educazione
e. Promuovere la conoscenza del museo con visite guidate, mate-riale pubblicitario, articoli su riviste ecc.

Lo Statuto si compone di 24 articoli e regola la vita dell’associazione in tutti i suoi aspetti. A noi soci il compito di declinare nella realtà delle cose i suoi principi fondamentali per fare del museo una realtà viva all’interno della comunità. Questa è la strada che ci siamo impe-gnati di seguire in questi 25 anni più uno e che abbiamo percorso con entusiasmo e fiducia.

La Collezione

La collezione è la base della nostra attività. Si compone di ogget-ti di vario tipo, la maggior parte dei quali appartengono alla vita della scuola del Novecento senza escludere un numero inferiore di pezzi più antichi come documenti, libri, fotografie ecc. È frutto di un’opera di ricerca iniziata negli anni di costituzione del museo e si è poi man mano arricchita con le donazioni di privati.

L’esposizione è divisa per settori costituiti da particolari nicchie dell’arredamento dedicate ai vari argomenti della vita e della storia della scuola. Dopo la raccolta delle foto degli alunni del perginese, dei maestri e dei vari edifici della città adibiti a scuola nel corso de-gli anni, si passa ai materiali che riguardano l’insegnamento delle scienze, della scrittura, della matematica. Sono esposte vecchie car-telle, proiettori di varie epoche, foto su lastre di vetro. Nelle vetrine orizzontali si trovano libri, documenti, vecchie pagelle, quaderni e, in parete, una ricerca sulla storia della scuola.

La vecchia aula scolastica, cuo-re del museo, è ricostruita con il pavimento di legno, la stufa di ghi-sa, la lavagna di ardesia, il croci-fisso, la grande carta geografica dell’impero austro-ungarico.

Le attività del museo nel corso degli anni

Gli eventi hanno costituito fin dall’inizio uno dei momenti fonda-mentali della vita del museo durante i quali sono stati presen-tati al pubblico vari argomenti e ricerche attinenti la vita della scuola e la sua storia. Ciò ha contribuito a diffondere in particolare la conoscenza della nascita e dello sviluppo della scuola perginese con il coinvolgimento di ex alunni e insegnanti. Non sono mancati approfon-dimenti su tematiche scolastiche ed educative e incontri con esperti.

Questo elenco parte dal primo evento del 1997 e si conclude con l’ultimo dell’aprile 2023.

31 maggio – 10 giugno 1997

Prima mostra Museo della Scuola presso l’atrio dell’edificio scolastico della scuola elementare don Milani, via Monte Cristallo 4 – Pergine

23 febbraio 1998

“Scuola e storia”, prima mostra esterna in sala Maier alla presenza di Nino Forenza, Guglielmo Valduga, Giovanni Mengon, Maurizia Manto, Marta Dalmaso

1999

Partecipazione al convegno dei musei della scuola del mondo a Leeds (Inghilterra) con una delegazione del Museo della Scuola di Bolzano

24 novembre 2001

Inaugurazione della nuova sede presso l’Istituto di Istruzione Superiore Marie Curie alla presenza del presidente della PAT Lorenzo Dellai

9-22 novembre 2002

“Come eravamo… scolaresche di Pergine e dintorni”Mostra fotografica a cura di Antonio Sartori

8 novembre 2003

Mostra “Come eravamo… in classe con la maestra Antonietta Paoli” – evento e mostra

13-26 novembre 2004

“Immagini per raccontare l’illustrazione nei libri per ragazzi” a cura di Luciano Dellai – evento e mostra

28 gennaio – 12 febbraio 2OO6

Mostra “Scuola mia: gli edifici scolastici del Perginese e della Valle dei Mocheni” a cura di Luciano Dellai e Antonio Sartori – evento e mostra

13 ottobre 2007

“La guida di Pergine” scritta e illustrata dai ragazzi – evento e mostra

18-31 ottobre 2008

“L’arte della scrittura. L’evoluzione delle grafie nei manoscritti” a cura di Marta Scalfo e Roberto Perini – evento e mostra

9-22 maggio 2009

“In aula con i fiori…” a cura di Beniamino Gretter e Luciano Dellai -mostra

Dal 2013 al 2019

Partecipazione alla festa dell’etnografia presso il Museo degli Usi

e Costumi della Gente Trentina a San Michele all’Adige organizzata da Giovanni Kezich e Antonella Mott

14 novembre 2014

Cerimonia di intitolazione del Museo della Scuolaa don Francesco Tecini, Sala Fanton – evento e pubblicazione

12-18 aprile 2015

“La forza dell’immagine. Uso dei tabelloni didattici a scuola tra Ottocento e Novecento”, esposizione in Sala Maier – evento, mostra e pubblicazione

Gennaio – febbraio 2016

“Il Museo della Scuola incontra: Giovanni Gozzer, Pio Laner e Saverio Micheloni”. Tre conferenze in Sala Fanton

Dicembre 2016 – gennaio 2017

“Il Museo della Scuola incontra: Graziella Tarter, Dino Pedrotti, Mauro Berti”. Tre conferenze in Sala Fanton

10 dicembre 2018

Incontro con Aleida Che Guevara “Ricordi di mio padre, Ernesto Che Guevara”, Sala Fanton, organizzato da Amici della Storia, Museo della Scuola, Luciano Plotegher di Associazione Italia Cuba, Filo Rosso

11-18 dicembre 2018

“Foto di classe: ricordi di scuola”, mostra fotografica di scolaresche del Perginese, Sala Fanton – evento e mostra

18-27 ottobre 2019

“La scuola e i suoi protagonisti: Antonietta Paoli”, maestra e artista, Sala Fanton – evento, mostra delle sue opere e pubblicazione

15-22 dicembre 2021

“La scuola e i suoi protagonisti: Agnese Beber, Isabella Casagrande, Armida Magnani, Natalia Salvadori”, Sala Fanton – evento, mostra e pubblicazione

24 febbraio 2022

Visita al Museo della Scuola di Firenze – incontro con il prof. Umberto Cattabrini

14 maggio 2022

Primo incontro dei piccoli musei etnografici del Trentino – giornata di studio presso Sala Fanton

19 novembre – 26 novembre 2022

“A scuola con ago, ferri e uncinetto” – evento, mostra e pubblicazione con la partecipazione di Umberto Cattabrini e Tiziana Raspanti

14-20 dicembre 2022

“La scuola e i suoi protagonisti: Mario Anderle, Ettore Bettini, Antonio Brogè, Gino Frizzera, Attilio Giurato, Virgilio Tartarotti”, Sala Fanton – evento, mostra e pubblicazione

22-29 aprile 2023

“Dante al Museo della Scuola. Da Dante Urbinate e Dorè fino a Ernesto Anderle “Roby il Pettirosso” ricordando alcuni illustratori perginesi che nelle loro opere hanno reso omaggio a Dante: Ruggero Rossi (1881-1969), Gedeone Nicolussi (1890-1963), Renzo Copat “Corè” (1927-2015), Pio Laner (1930-1992)” – evento e mostra

Le visite guidate delle scolaresche

Le visite guidate delle scolaresche costituiscono da alcuni anni una parte molto importante e impegnativa dell’attività del museo. Vengono effettuate su prenotazione e occupano lo spazio temporale di una mattinata. Tre persone del direttivo fanno da guida. Gli scolari, con i loro insegnanti, vengono accolti in sala Fanton con un discorso di benvenuto. Vengono poi divisi in due gruppi. Il primo gruppo compie il giro del museo, accompagnato da una guida che spiega il significato e la storia degli oggetti esposti. E si parte dalla prima vetrina per esaminare oggetti d’uso scolastico che non ci sono più o che hanno subito una sostanziale trasformazione. Gli scolari vengono coinvolti in giochi di apprendimento con i numeri o nell’osservazione e sperimentazione di materiale scientifico. Si commentano insieme le foto esposte che raccontano di una scuola povera, di classi molto numerose, divise tra maschi e femmine. Si confronta la scuola di un tempo e quella di oggi. Ci si sofferma sul con cetto che nella storia molte persone non hanno potuto avere accesso all’istruzione perché considerata un privilegio di pochi. Si riflette sul valore e sull’importanza dell’andare a scuola quando ancora ai nostri giorni, nel mondo, molti bambini sono costretti al lavoro forzato. Intanto gli scolari del secondo gruppo indossano i vecchi grembiuli e prendono posto nei banchi di legno diventando così “scolari di una volta” come spiega loro l’insegnante in cattedra. Dopo aver osservato gli oggetti che compongono l’aula, viene consegnato il materiale necessario alla scrittura composto da pennino, asticciola, carta assorbente e da un libretto apposito. L’insegnante con autorevolezza inizia la spiegazione. E quando finalmente ognuno di loro immerge il pennino nell’inchiostro, arriva il momento che tutti attendono e l’atmosfera si fa magica. Per un’ora attenzione e impegno sono al massimo, si scopre un mondo nuovo! Nella seconda parte della mattinata i gruppi riprendono il lavoro, invertendo le attività.

Ecco l’elenco delle scuole e dei gruppi che hanno partecipato nell’anno scolastico 2022/2023 alle visite guidate: scuola primaria Canezza, scuola primaria “don Milani”, Pergine, scuola primaria “Rodari”, Pergine, scuola primaria Levico, scuola media Pergine, scuola primaria Miola di Piné, scuola primaria Schmidt, Trento, scuola primaria Telve, scuola superiore “Marie Curie”, scuola media “Pascoli” (TN), scuola primaria Povo, scuola primaria Novaledo, scuola primaria Baselga di Piné, scuola primaria Caldonazzo, scuola primaria Bosentino, scuola primaria Telve di Sopra, Liceo delle scienze umane “Rosmini” (TN), scuola media Vezzano, Asilo “Chimelli” Pergine. Per ogni scuola, tante classi. Sono state effettuate 52 visite di scolaresche più Centro Servizi Anziani di Sant’Orsola, gruppo ragazze Scout, Classe educazione adulti “Marie Curie”, progetto educazione democratica Creativity Garden, gruppo alunni dalla Germania insieme a una classe del “Curie” per un totale di circa mille e cento visitatori in visita guidata solo in questo anno scolastico.

Le pubblicazioni

Per non perdere i contenuti dei nostri eventi abbiamo realizzato dei libretti di facile consultazione ma preziosi per noi perché rappresentano il risultato delle ricerche compiute.

  • Quaderno operativo n° 1 “Sq/uola” utilizzato al Marie Curie, a cura di Daniela Fruet e Iole Piva.
  • Quaderno operativo n° 2 “Sq/uola” utilizzato nella sede di piazza Garibaldi, a cura di Daniela Fruet e Iole Piva.
  • “Il più indispensabile dei benefìci umani istituti: la scuola. Don Francesco Tecini, un prete a servizio dell’istruzione popolare”, a cura di Maurizia Manto, Mariangela Lenzi, Giuliana Campestrin, archivio Luciano Dellai, foto Antonio Sartori, anno 2014.
  • “La forza dell’immagine. Uso dei tabelloni didattici a scuola tra Ottocento e Novecento”, a cura di Maurizia Manto, ricerca d’archivio di Marzio Zampedri, anno 2015.
  • “La scuola e i suoi protagonisti: Antonietta Paoli”, a cura di Mariagrazia Corradi e Maurizia Manto, anno 2019.
  • “La scuola e i suoi protagonisti: Agnese Beber, Isabella Casagrande, Armida Magnani e Natalia Salvadori”, a cura di Mariagrazia Corradi e Maurizia Manto, anno 2021.
  • “A scuola con ago, ferri e uncinetto. L’educazione al femminile nella scuola trentina e italiana”, a cura di Maurizia Manto, anno 2022.
  • “La scuola e i suoi protagonisti: Mario Anderle, Ettore Bettini, Antonio Brogè, Gino Frizzera, Attilio Giurato e Virgilio Tartarotti”, a cura di Lino Beber, Mariagrazia Corradi e Maurizia Manto, anno 2022.

Le collaborazioni esterne

  • Il museo fa parte della Rete dei Piccoli Musei Etnografici del Trentino, rete che si è costituita proprio partendo da un incontro avvenuto il 14 maggio 2022 presso i locali di Sala Fanton e organizzato dal Museo della Scuola.
  • Ha partecipato per molti anni alla Festa dell’Etnografia organizzata a San Michele all’Adige presso il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina.
  • Ha collaborato con il Museo della Scuola di Bolzano.
  • Ha collaborato con la Fondazione Bruno Kessler.
  • Ha collaborato con la SIPSE, Società Italiana per lo Studio del Patrimonio Storico ed Educativo.
  • Ha collaborato con il proprio materiale alla realizzazione del film per la televisione, trasmesso il 31 gennaio 2021, “L’amore vince tutto” sulla vita e opera di Chiara Lubich.
  • Collabora con il Museo della Scuola di Siror, Primiero.
  • È in comunicazione con il Museo della Scuola di Firenze e con quello di Firenzuola con i quali ha avviato una proficua collaborazione anche in vista di un possibile partenariato.
  • Collabora con la Fondazione Museo Storico di Trento.
  • Ha collaborato e collabora con gli Istituti Comprensivi e con le Scuole Superiori di Pergine e dintorni.

Gratitudine e ricordo

Tantissime sono le persone che nel corso del tempo ci hanno sostenuto in vari modi e in anni diversi. Non possiamo nominarle tutte ma desideriamo inviare loro un pensiero di sentita gratitudine e riconoscenza. Abbiamo scelto allora di ricordare chi non è più tra noi ma che è sempre con noi. Ecco: Antonio Sartori, Renzo Anderle, Roberto Gerola, Diego Moltrer, Fernando Valcanover.

Uno di noi: ANTONIO SARTORI

Antonio Sartori è nato a Pergine il 3.3.1934, era figlio di Emma Frisanco e di Attilio Sartori, gemello di Alfredo e fratello di Massimino, di tre anni più giovane. Nella vita ha condiviso con il gemello Alfredo il medesimo percorso scolastico, frequentando le scuole elementari a Pergine, la scuola media presso l’Arcivescovile e il biennio delle scuole commerciali a Trento, poi ha continuato l’attività commerciale di famiglia nel negozio di generi misti dal 1918 al 1958 in via Pive, dal 1959 agli anni ’90 a piano terra di palazzo Montel sul Marcadel. La concretezza lavorativa di Antonio era affiancata da un mondo parallelo di interessi e relazioni umane che riguardavano la fotografia, la musica, lo sport, il teatro e che lo ha visto promotore, fondatore e socio di alcune importanti associazioni della seconda metà del Novecento di Pergine. In Antonio la passione della fotografia è strettamente connessa al profondo legame con la sua comunità e all’interesse per la storia che l’ha spinto a fissare in migliaia di scatti gli aspetti della vita, dell’arte, delle opere dell’uomo e del paesaggio del Perginese. Più che la ricerca dell’effetto artistico e della sperimentazione, è interessante notare la sua predisposizione alla documentazione che gli ha permesso di creare e quindi di lasciare ai posteri un vero e proprio archivio della memoria perginese. A Pergine si poteva scorgere Antonio con la sua inseparabile macchina fotografica e lo sguardo acuto in ogni avvenimento pubblico, negli ambienti naturali, in cima a un campanile, chiuso in un archivio, o nello studio di un artista sempre pronto ad aggiungere uno scatto alla sua storia per mmagini. Mosso dal desiderio di partecipare alla vita sociale e culturale del suo amato paese, di fissarne e catalogarne ogni aspetto, inconsapevolmente ha continuato l’opera dei fotografi Paoli, costruendo una filigrana d’immagini del perginese che raccontano le modificazioni del territorio, le architetture, gli antichi e nuovi mestieri, le opere d’arte, anche quelle minori e dimenticate come i capitelli e le immagini devozionali, i quadri di artisti perginesi, gli avvenimenti, gli spettacoli e le persone che hanno caratterizzato la vita della nostra comunità dagli anni 1970 al 2015. Dal 1998 al termine della sua vita, il 12 aprile 2019, ha regolarmente partecipato ai direttivi e a tutte le iniziative del Museo della Scuola, organizzando mostre fotografiche e parallelamente documentando tutte le attività dell’associazione.

A sinistra: Antonio all’aeroporto di Trento che si prepara prima di salire sull’aereo con la sua Konica
A destra: la locandina della mostra fotografica “Come eravamo…” curata da Antonio Sartori

RENZO ANDERLE

Renzo Anderle nasce a Pergine nel febbraio del 1947. Dopo aver conseguito la maturità presta il servizio militare e successivamente si laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Padova. Per un breve periodo insegna e successivamente viene assunto dalla Provincia Autonoma di Trento come geologo. A lui viene affidato l’inventario delle risorse idriche, l’impianto della rete antisismica e indagini sul territorio di carattere scientifico. Dal 1980 al 1995 dirige il settore Energia della PAT e dal 1995 al 2000 dirige il Progetto Speciale riguardante la gestione del ciclo integrale dell’acqua. Nel periodo tra il 1980 e il 1995 è alla guida dell’Azienda Municipalizzata di Pergine Valsugana che si occupa della produzione e distribuzione di energia elettrica, acqua e gas. Dal 1995 al 2005 è sindaco del Comune di Pergine. Nel 1995 ricopre la carica di Vice Presidente della Rappresentanza Unitaria dei Comuni, e, successivamente, viene eletto componente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio dei Comuni Trentini, del quale assume la Presidenza. In questo ruolo è ricordato come uno degli uomini che hanno maggiormente contribuito a far crescere il ruolo dei Comuni Trentini e degli Enti locali mettendo al centro le istanze dei cittadini e il servizio alla Comunità. Diventa anche presidente del Consiglio delle Autonomie Locali. Nel 2008 viene eletto in Consiglio Provinciale nei lavori del quale è impegnato fino al 2013 nelle vesti di Segretario Questore dell’Ufficio di Presidenza, di Componente della Giunta per le Elezioni nonché di Presidente della Prima Commissione legislativa permanente. La vita non gli concede il meritato riposo e lo sottrae ai suoi affetti all’età di 70 anni, il 22 settembre 2017.

RENZO ANDERLE E IL MUSEO DELLA SCUOLA

La figura di Renzo Anderle fu determinante per la nascita del museo. Come Sindaco di Pergine accolse subito con interesse la proposta di far nascere a Pergine un Museo della Scuola. Si interessò in prima persona al progetto e fornì un istituzionale e costante appoggio all’iniziativa. Era il 1997. Partecipò alla prima mostra nel salone della scuola don Milani dove tenne il suo primo discorso sul valore di un museo dedicato alla scuola. Ricordò che anche lui aveva cominciato la sua carriera come insegnante rimanendo per sempre legato ad una istituzione che riteneva fondamentale per la crescita della sua comunità. In seguito, la sua presenza alle diverse iniziative ed eventi fu costante. Arrivava in punta di piedi e si avvicinava a tutti i presenti con innata giovialità. Nei suoi discorsi al museo, che teneva a braccio con semplicità e umiltà, c’era sempre il sostegno e lo sprone a continuare. A Renzo Anderle va il nostro ricordo e la nostra riconoscenza.

 

ROBERTO GEROLA

Roberto Gerola, perginese, nasce l’11 aprile del 1942 e muore il 26 giugno 2020. È figlio di Igea Malvica ed Ezio Gerola, originario di Rovereto emedico veterinario a Pergine e Valle dei Mocheni (dal 1938 al 1988). Ha un fratello più vecchio di tre anni, Romano. Dopo gli studi superiori a Trento e in un collegio dei Salesiani sul Garda, si iscrive all’università di Economia e Commercio di Bologna. Poco più che ventenne rifiuta il posto in banca e inizia a collaborare con il giornale “Alto Adige”. Di se stesso scrive: Dopo essere approdato al giornalismo con particolare entusiasmo nel gennaio 1965, non ho mai smesso, se non durante i 15 mesi della leva militare. Ero ufficiale degli alpini. Nel 1967-68 ho insegnato al liceo Prati di Trento, mantenendo sempre la corrispondenza con il giornale. Nel1971, superati gli esami, ho ottenuto il titolo di giornalista professionista e sono stato assunto al giornale “Alto Adige”, poi divenuto “Trentino”, nel quale avevo iniziato come collaboratore nel 1965. Ho lavorato per dieci anni nella redazione di Bolzano (dal 1975 al 1985) e poi tornai a Trento per occuparmi un po’ di tutto, ma soprattutto del settore “valli” fino al 2001. In quell’anno andai in pensione per riprendere poco dopo come collaboratore. In particolare, mi sono sempre occupato della cronaca di Pergine e dell’Alta Valsugana in tutti i suoi vari settori. La professione mi ha portato a fotografare e scrivere dell’evoluzione di Pergine. In questi oltre 50 anni ho assistito a modifiche sostanziali del centro storico, sono scomparsi luoghi caratteristici, angoli da godere, siti legati alla nostra storia, nel bene e nel male. Al loro posto tanti edifici. Ho conosciuto ogni strada, ogni piazza, ho fermato con un “clic” quanto stava succedendo il più fedelmente possibile». Roberto Gerola con il suo lavoro ha contribuito alla nascita delle pagine dedicate alle valli sul quotidiano poi divenuto “Trentino”. Fin dal primo giorno di collaborazione e poi di presenza in redazione, tra un giro di nera e l’altro, riusciva ad infilare nel fuorisacco una sua cronaca su Pergine e i suoi colleghi di Bolzano che gestivano l’impaginazione lo sapevano e riuscivano ad inserire quel testo nella pagina di allora detta “Dalle Valli”. In questo modo quasi quotidianamente Pergine era presente con le sue notizie. Dal 1978 (anno della fondazione) al 1995 ha diretto la rivista “Pergine Notizie”. Negli anni anche i bollettini comunali di Luserna e Sant’Orsola. Dal 1985 al 1995 è stato presidente del Comitato Turistico Locale organizzando molteplici eventi e manifestazioni, fra le quali le prime edizioni della “Estate vino Perginese”. È stato presidente del Tiro a Segno Nazionale sezione di Pergine (come lo era stato suo padre Ezio) negli anni ’90 e primi 2000, contribuendo alla rifondazione del sodalizio. Sempre a Pergine fu componente dello Sci Club Panarotta, componente del Comitato Biblioteca e dedicò impegno anche nella Banda Sociale di Pergine, della quale fu membro del direttivo, oltre che presentatore di tanti concerti nel corso degli anni. Roberto Gerola scrisse anche un saggio sullo scultore perginese Giovanni Linzo nel 1979 e un libro sul costruttore e architetto perginese Eduino Maoro, pubblicato nel 1981. In occasione dei cento anni scrisse il libro sulla Scuola d’Infanzia G.B. Chimelli. In tasca aveva le tessere di un’infinità di associazioni perginesi e non solo, perché credeva nell’aggregazione, nei valori e nei principi dell’associazionismo. È stato direttore del notiziario della Sezione di Trento della Associazione Nazionale Alpini “Doss Trent” dal 2008 al 2017 e consigliere di zona dell’Alta Valsugana dal 2002 al 2017, rappresentando e portando la voce dei 17 gruppi.

Al centro: Roberto Gerola e Fernando Valcanover
A destra: Roberto Gerola in azione

DIEGO MOLTRER

Nasce a Levico Terme il 28 settembre 1967 da Luigi Moltrer e Lina Oss Bals. Ha cinque fratelli. Vive a Fierozzo e finiti gli studi intraprende il lavoro del padre, artigiano e impresario. Da sempre la famiglia Moltrer gestisce il bar davanti al Municipio e luogo di incontro degli abitanti della valle. Diviene sindaco di Fierozzo nel 1995 prendendo il posto del padre, sindaco dal 1969 al 1995. Nel 2010 lascia la carica di sindaco e diventa presidente del comprensorio. Viene eletto Presidente del Consiglio Regionale Trentino-Alto Adige nel 2013. Muore per arresto cardiaco il 17 novembre 2014. Diego Moltrer ha sempre sostenuto e appoggiato il Museo della Scuola. La sua ultima presenza fra le nostre mura è stata proprio all’evento di intitolazione del museo, dove ha tenuto un discorso spontaneo e di intensa partecipazione. Questo solo due giorni prima del tragico evento.

IN RICORDO DI DIEGO MOLTRER

(Articolo scritto per la pubblicazione su un quotidiano provinciale nel novembre 2015)

Se ne andava in cielo, un anno fa, Diego Moltrer, giovane Presidente del Consiglio Regionale del Trentino-Alto Adige. Stroncato come da un fulmine, nel mezzo di un cammino che tutti credevamo ancora molto lungo, era abituato da sempre a vivere per gli altri e a lavorare per i suoi ideali, profondi e ben radicati nel cuore. Diego era, in tutti i sensi, figlio della sua valle, la valle dei Mocheni. Lì era nato, nella famiglia del Milordo, proprio in centro a Fierozzo. Lì era cresciuto, circondato dal silenzio di una Natura ancora forte e da una cultura antica ma ancora viva. Lì aveva fondato la sua famiglia e radicato la sua vita. A differenza di molti uomini moderni che si vergognano delle proprie umili origini e che fanno di tutto per dimenticarle o per nasconderle, Diego assunse subito su di sé il compito di essere la voce della sua gente. Su questa linea ha sempre operato, diventando punto di riferimento per giovani e vecchi, portando il proprio messaggio fuori dalla valle, aprendosi ai contatti col mondo, perché così era fatto e nel difendere la propria cultura esprimeva la propria umanità. Anche quando fu eletto Presidente del Consiglio Regionale non cambiò per niente il suo comportamento, il suo potere diventò servizio alla gente, la burocrazia ridotta all’essenziale. Era capace di trovare sempre del tempo e un orriso per tutti. Come dimenticarlo? Io lo ricordo nella sua veste di Sindaco di Fierozzo, quando venne nel mio ufficio di Direttrice Didattica a Pergine, nel 1995, insieme ad Andrea Petri Anderle e a Rinaldo Paoli, sindaci rispettivamente di Palù del Fersina e di Frassilongo. Con molta determinazione, mi proposero di realizzare un centro scolastico a Fierozzo per le loro tre comunità, dove, accanto ai programmi tradizionali per la scuola elementare, si potesse inserire ’insegnamento del tedesco e della lingua e cultura mochena. La cosa era molto difficile. Allora non c’erano leggi provinciali né nazionali che potessero contemplare quanto i tre sindaci avevano in mente. La scuola trentina non aveva autonomia e le sue leggi erano, per buona parte, statali. Come fare? A quell’incontro seguì un lungo periodo di lavoro che vide i tre sindaci, con Diego in testa, impegnati notevolmente e comunque sostenuti dall’Istituto Mocheno. Contatti con altre realtà come quella ladina, serate con la popolazione, collegamenti con l’Iprase, con la Provincia, con il Provveditorato agli Studi ancora esistente, approfondimenti con esperti del settore, dibattiti all’interno del Collegio dei Docenti di Pergine 1, circolo didattico al quale appartenevano le tre scuole della valle. Si arrivò alla fine ad un progetto sperimentale unico, approvato (dopo forti dibattiti e forti resistenze) dai vertici dell’Istruzione che diede vita ad una scuola all’avanguardia, a Fierozzo, in quell’edificio scolastico che l’Amministrazione aveva preparato, dotandolo di aule luminose, di una cucina con mensa e palestra. Si introdusse l’insegnamento del tedesco a partire dalla prima elementare e alcune ore settimanali per la lingua e cultura mochena. Arrivarono degli insegnanti preparati, consapevoli e convinti di essere in un posto speciale; grazie anche a loro l’esperimento funzionò e divenne pratica educativa consolidata che oggi non stupisce più nessuno ma che continua, a distanza di anni, sugli stessi principi e con gli stessi obiettivi. Diego quasi ogni giorno passava per la scuola, prima di andare al lavoro. Voleva parlare con i bambini, insegnanti e personale, conoscere direttamente i problemi che viveva la sua comunità. Tipico di quest’uomo che non conosceva ambiguità. Ed è proprio nella scuola di Fierozzo che i suoi ideali ora concretamente continuano, nella quotidiana attività educativa che si svolge tra le montagne, all’ombra della chiesa del paese, dove si stanno formando tanti nuovi, futuri uomini che, vogliamo sperare, possano continuare la sua strada.

Grazie Diego, ti ricordiamo sempre.

Maurizia Manto, Direttrice Didattica di Pergine Uno dal 1995 al 2000

 

FERNANDO VALCANOVER

Nasce a Pergine il 22 agosto del 1941 da Anna Dallarosa, insegnante e Mario Valcanover, perito elettrotecnico. Decide di seguire le orme della mamma e del nonno Beniamino Dallarosa e consegue il diploma magistrale presso l’Istituto Rosmini di Trento. Si iscrive poi al biennio di specializzazione per l’insegnamento nelle classi differenziali e speciali presso l’istituto universitario Toniolo di Brescia e qui si prepara a insegnare ai bambini con difficoltà, che ancora oggi, a distanza di decenni, lo ricordano con affetto, a testimonianza del segno lasciato nei loro cuori. Mentre frequentava questi studi ha avuto l’opportunità di accettare delle supplenze in Trentino, nel circolo didattico di Pergine e poi a Torbole, presso la colonia Pavese. Una volta conseguito il diploma a Brescia, ottiene l’incarico nella scuola differenziale di Caldonazzo, per poi passare all’istituto Caritas di Levico, dove è nominato “maestro di lavoro” per l’insegnamento della lavorazione della ceramica, del legno e del midollino. Nel frattempo si sposa con la maestra Rita, tanto per rimanere in tema scolastico… Subito dopo ottiene la cattedra presso la scuola elementare di Zivignago di Pergine, dove rimarrà fino al 1980, anno in cui ottiene l’incarico per l’insegnamento dell’attività sportiva su tutto il circolo didattico di Pergine. Il suo amore per lo sport lo porta ad essere nominato delegato del Coni e in questa veste inizia a organizzare presso le scuole i giochi della gioventù, i giochi sulla neve, i primi corsi di nuoto presso la piscina delle don Milani, incontrando e promuovendo lo sport su tutta una generazione di perginesi, molti dei quali sono poi confluiti nelle associazioni sportive locali, in particolare presso l’allora Euromix perginese, la società calcistica che tanto amava e che rappresentava direttamente come dirigente nel settore giovanile. La passione per lo sport lo ha progressivamente avvicinato anche al giornalismo, con le cronache sportive che un po’ alla volta ha iniziato a seguire per il giornale “Alto Adige”, interessandosi a tutte le discipline senza eccezione. Una volta in pensione si è poi dedicato completamente alla nuova professione di corrispondente locale, non solo per lo sport ma anche per la cronaca cittadina di Pergine e dei comuni limitrofi. È deceduto il 15 agosto 2020.

FERNANDO VALCANOVER E IL MUSEO DELLA SCUOLA

Fernando ha seguito fin dal suo nascere le vicende del Museo della Scuola rafforzando con i suoi incoraggiamenti e i suoi articoli un percorso per niente facile al quale ancora troppo pochi credevano. Eravamo ancora nell’atrio della scuola elementare don Milani. Grazie a lui e alla diffusione su larga scala delle notizie che ci riguardavano, lentamente ,il museo ha preso piede cambiando due sedi e arrivando infine nella centrale sede attuale. Maestro e giornalista. Due aspetti della sua vita che si rifacevano a una grande carica di umanità. Arrivava con la sua macchina fotografica appesa al collo. Ti avvicinava con quel sorriso così contagioso che non potevi resistere e già ti sentivi la gioia nel cuore. Lungo tutti questi anni sono state numerose le iniziative alle quali Fernando ha preso parte e ogni volta è stata una festa. Con lui si condividevano gli argomenti della vita della scuola. Quanti gli articoli pubblicati? Innumerevoli. Solo una volta disse che sarebbe venuto ad un evento ma che poteva restare poco tempo. Lo abbiamo capito troppo tardi il perché. Non abbiamo parole per ringraziarti, Fernando. Tutto quello che ci hai dato servirà per darci la forza di crederci ancora giorno dopo giorno.
Con sentita riconoscenza e sincero affetto.

 

Al centro: Fernando Valcanover fotografo e Fernando Valcanover e Renzo Anderle
A destra: Fernando Valcanover e Mario Osler ad una premiazione sportiva

Il comune di Pergine

Proseguendo sulla strada delle precedenti amministrazioni continuiamo a sostenere l’opera di questa associazione che con la sua attività contribuisce a far conoscere la nostra storia e il nome di Pergine in Italia e anche nel mondo. L’idea di costituire un Museo della Scuola con l’intento di valorizzare e salvaguardare un importante patrimonio di documenti, oggetti, arredi e materiale diverso ha un importante valore per la nostra comunità in quanto ne conserva la memoria perché fa bene ricordare ciò che eravamo per capire chi siamo. Dare valore al passato costituisce un tassello, un fondamento per costruire il nostro presente e l’impegno di salvaguardare questo patrimonio culturale e storico diventa responsabilità anche da parte dell’Amministrazione comunale. Confermiamo il nostro interesse e coinvolgimento nel sostenere lo sforzo dell’Associazione che con entusiasmo e passione sviluppa e arricchisce questo percorso nella memoria, rendendolo fruibile alla Comunità.

Pergine, aprile 2023
Il Sindaco di Pergine
Roberto Oss Emer

Un saluto e un augurio dalla Cassa Rurale Alta Valsugana

Il Museo della Scuola di Pergine è una di quelle associazioni che abbiamo visto nascere e che abbiamo seguito e sostenuto costantemente nel corso degli anni. In occasione di un evento così importante come il 25° anniversario più uno dalla sua fondazione desideriamo ricordare i numerosi eventi ai quali abbiamo partecipato, timidi incontri inizialmente e poi eventi sempre più interessanti e qualificati. Non abbiamo mai avuto dubbi che la scuola sia una istituzione fondamentale nel progresso civile, ma col museo l’abbiamo capito meglio e abbiamo anche potuto conoscere un po’ della sua storia locale legata alle grandi difficoltà che hanno dovuto superare coloro che l’hanno fatta sorgere nel perginese. Il museo ci ha aiutato e ci aiuta a capire chi siamo e ad apprezzare delle cose che diamo per scontate. Vediamo dalle foto esposte la povertà della società di una volta che si esprimeva anche nelle cartelle di cartone pressato, nei pennini con l’inchiostro, nella lavagna di ardesia, ecc. tutte cose che non ci sono più soppiantate dalla modernità e dalla tecnologia. E vediamo anche i quaderni di bella scrittura, i sussidiari e i libri di lettura e poi le temute pagelle che segnavano, con promozioni o bocciature, la sorte degli scolari. Tutti siamo passati per la scuola, a essa sono legati i ricordi dell’infanzia di ciascuno di noi. Desideriamo augurare a questo museo e al suo Direttivo di continuare per lungo tempo sulla strada intrapresa congratulandoci per aver saputo creare dal niente una istituzione valida, alla quale noi perginesi, e in primis la Cassa Rurale, siamo particolarmente legati.

Il Presidente della Cassa Rurale Alta Valsugana
Franco Senesi

Note

ULTIME NOTIZIE

In data 26 maggio 2023 Luciano Dellai, membro del direttivo e da molti anni responsabile dell’apertura al pubblico della nostra sede, ha compiuto a favore del Museo della Scuola una consistente donazione di oggetti scolastici appartenenti alla storia della scuola. A lui stesso e alla sua famiglia desideriamo esprimere i nostri più sentiti ringraziamenti.

Il direttivo

APPUNTI DI PROGRAMMA PER SETTEMBRE/ DICEMBRE 2023

7 settembre 2023 La scuola di don Milani – Presentazione del Museo Storico di Trento – Aggiornamento insegnanti Istituto Comprensivo Pergine Uno.

30 settembre 2023 Conosciamo i piccoli musei etnografici del Trentino. A cura di Giovanni Kezich e Antonella Mott.

21/28 ottobre 2023 Buon Anniversario Museo! Festa dell’anniversario.

16 dicembre 2023 Quarta edizione de “I Maestri Storici”.

La foto ritrovata

FONDATORI IN RIUNIONE

 

Da sinistra: Tullio Campana (presente come simpatizzante), Marzio Zampedri, Sonia Rigotti, Claudio Morelli, Antonio Sartori, Mariagrazia Corradi, Rosalba Pilato, Maurizia Manto.

Anno 1999 circa